Monaldo Svampa è nato il 31 Maggio 1965 ad Alessandria. Da sempre appassionato di arte e letteratura esegue la sua prima vera opera illustrativa importante a 25 anni, per l’Editoriale del Drago di Milano, illustrando con 40 tavole a colori un’edizione delle Fiabe di Anderssen. Presso lo stesso Gruppo editoriale ottiene una seconda commissione, per venti tavole da affiancare a 20 incisioni del famoso pittore veneto Giovanni Battista Piazzetta , destinate ad illustrare una edizione di lusso de “La Gerusalemme liberata”, all’interno della collana “Gli immortali della letteratura”.
Purtroppo la sua salute nervosa, già all’epoca minata, gli impedisce di far fronte allo sforzo di gestire ulteriori consistenti opere illustrative. Inizia quindi un percorso personale come artista e scrittore di racconti, pubblicando 4 libri dove immagini e parole convivono proficuamente. Il primo volume, dal titolo “Il pipistrello Bianco”, comprende 43 racconti e diverse tavole fuori testo, come pure il secondo, “La rupe della solitudine. Ma è con il terzo volume, dal titolo “la vera storia di Joe di Giotto”, che affianca alla produzione letteraria una vera e propria collezione di 100 disegni , accuratamente selezionati tra quelli eseguiti tra il 1996 e il 2004. Ripete l’esperimento con il quarto libro, intitolato “Amedeo, il disegnatore cieco”, cui fa di nuovo seguito una collezione di 52 disegni a china, dal titolo “China e poesia”. Figlio e nipote d’arte, apprende i primi rudimenti artistici dal padre, buon pittore e conoscitore di tecniche, ma , pur formatosi su esempi classici, tenta di conservarne lo spirito e la qualità trasponendoli però in chiave moderna e originale. Pervenuto quasi casualmente all’arte digitale, non si è fatto scrupolo di utilizzarla, per quanto sempre all’interno di una etica artistica seria, e lavora da alcuni anni mescolando tecniche manuali di disegno poi scansite e rielaborate con l’ausilio di Photoshop e tavoletta grafica.
"Il suo concetto di arte è piuttosto ossessivo, date anche le non indifferenti problematiche esistenziali che è stato costretto ad affrontare. Egli la intende come una sorta di coazione a ripetere gesti e formulare pensieri che fluiscono liberamente e senza soluzione di continuità nell’alveo riflessivo del proprio fiume di interpretazioni più e meno consce della vita propria e altrui. Un’ispirazione insomma quasi involontaria, non assiduamente ricercata ma accolta e poi consapevolmente manipolata per dare vita reale ai sogni e alle riflessioni scaturite da amore e disciplina, e che egli traduce in quadri, disegni e racconti in base a quello stesso imperativo naturale che obbliga la donna a partorire quanto concepito. In fin dei conti l’arte è per lui una sorta di melanconico ma sereno e continuo dialogo con se’ stesso, prendendo spunto dalle molteplici soluzioni formali che la natura ha saputo armoniosamente creare.
| MONALDO SVAMPA | Omaggio a Gustav Klimt | La Serpe e l'Aquila | La Musica del Joker |
| La Diavoletta | |||
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| La Danza degli Scorpioni | La Carne e l'Acciaio | L'Orco Pudico | Il Furto del Cuore della Cortigiana |
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| I Draghi del Sole | Forme di Uccelli Intrecciate | ||
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